Regole di traduzione
Queste sono le regole di base che utilizzo per la traduzione. A queste dovete aggiungere un certo quantitativo di "buon senso", visto che alcuni nomi sono proprio off-limits per il sillabario giapponese.
- Il raddoppio delle consonanti viene fatto con TSU, tranne che per le sillabe che iniziano per N, in quel caso uso la N stessa. In entrambi i casi i kana usato per il raddoppio vengono stampati pių piccoli del normale.
- In alcuni casi, il raddoppio della O, avviene con la O stessa. Nel resto dei casi utilizzo la U.
- Le vocali lunghe le indico con il segno -.
- Utilizzo il segno - anche per scrivere le parole che finiscono per R.
- Poichč le consonanti non possono apparire isolate, aggiungo la vocale U, che scompare quasi del tutto nella pronuncia.
- Il suono V non esiste, la somiglianza pių vicina č B.
- Stesso discorso per il suono L, la somiglianza pių vicina č R. La R viene pronunciata come una via di mezzo fra se stessa e la L, che in JP non esiste.
- I suoni TU e DU, non esistono, li rimpiazzo con TO, che con il nigori (doppio trattino in alto) diventa DO.
- Per creare suoni composti dalla F pių vocale, utilizzo FU seguito dalla vocale che mi interessa (rimpicciolita).
- Per il suono TI utilizzo TE seguita dalla vocale I rimpicciolita.






