Fostex FE107E in bass-reflex
Pubblicato lunedì 30 gennaio 2006, aggiornato domenica 22 ottobre 2006.Diversi mesi fa ho deciso di dare nuova vita al mio vecchio impianto hi-fi, una catena composta di singoli pezzi comprendente tra l'altro un bel giradischi d'epoca, un Lenco L75/S. Ho deciso di iniziare il rinnovo sostituendo i vecchi ed economici diffusori 3-vie, anche perché la sospensione in foam dei woofer si sta disintegrando, ed a seguire l'amplificatore, un economico Tensai di fattura nipponica.
Il suono dell'oriente
Dopo aver raccolto documentazione e letto messaggi per mesi, mi sono concentrato sugli altoparlanti largabanda prodotti dalla giapponese Fostex. Gli altoparlanti largabanda sono in grado di riprodurre da un unico cono l'intera gamma delle frequenze udibili, con delle limitazioni agli estremi, soprattutto nei bassi, che questo approccio comporta.
Il vantaggio è ovviamente che tutto viene riprodotto da una sola sorgente sonora, non vi è quindi l'incrocio di frequenze che si ha utilizzando più altoparlanti, e non è necessario l'uso di un crossover per far questo, a tutto vantaggio della facilità costruttiva.

Fostex FE107E
Dopo aver valutato varie possibilità, tra cui quella di costruire delle torri in bass-reflex con gli altoparlanti FE206E da 20cm, di cui potete trovare ampia documentazione in rete, la mia scelta si è fermata sui più piccoli FE107E da 10cm.
Gli FE107E sono caratterizzati da un cono color panna chiaro in fibra di banano tenuto in asse da sospensioni capovolte, ovvero che vanno verso il cestello, al centro del cono non c'è un whizzer, piccolo cono per la riproduzione delle alte frequenze, ma bensì una cupola particolarmente sporgente realizzata con lo stesso materiale del cono; trovo questa soluzione molto più piacevole esteticamente. Sul retro il magnete di 101 grammi coperto dalla schermatura, questo altoparlante nasce infatti per essere utilizzato anche in applicazioni audio video, ad esempio per realizzare i diffusori di un sistema home-theater.
Ha una potenza di 5 watt RMS ed una sensibilità pari a 90db, le specifiche dicono che può riprodurre la gamma di frequenze che va da 80Hz, ovvero la frequenza di risonanza, sino a 22kHz.
Il mobile
Le FE107E si prestano bene a vari tipi di caricamento, TQWT, tromba e reflex. La mia scelta è caduta sul bass-reflex, per la facilità di costruzione ed il minimo ingombro, non escludo comunque di provare a costruire delle trombe in futuro. La Fostex consiglia di realizzare un mobile da 6 litri con il tubo di accordo posizionato sul pannello frontale, poco sotto il diffusore, io ho mantenuto quasi inalterato il volume, appena superiore, ho invece modificato la forma e spostato il tubo di accordo sul retro, sia per motivi estetici che per attenuare eventuali "soffi", anche se la piccola membrana non può certo spostare grosse quantità d'aria...

Per le misure sono partito dalle dimensioni delle tavole disponibili nel Brico vicino casa, ho comprato 2 tavole di abete da 80x20cm con uno spessore di 2cm, che ho fatto tagliare sul posto in quattro parti, ottenendo dei rettangoli da 20*19,6cm circa, a causa del legno perso nel taglio. Per il pannello frontale e quello posteriore ho scelto una tavola da 120x20cm spessa circa 3cm, da cui ho fatto tagliare 4 rettangoli da 20x24cm.

Con abbondante colla vinilica ho incollato le pareti sulla base e quindi fatto lo stesso con il pannello superiore, lasciato asciugare per tutta la notte ho dato una seconda dose di vinilica alle giunture interne. Fatto il foro da 90mm al centro del pannello anteriore per accogliere l'altoparlante e quello nella parte alta del pannello posteriore per il condotto di accordo, ho scartavetrato tutto e arrotondato tutti gli angoli e gli spigoli con la levigatrice, lavoro minuzioso ma che mi ha dato dei buoni risultati estetici. Chiarisco che ho arrotondato anche gli angoli tra i pannelli frontale/posteriore ed i quattro che costituiscono il corpo della cassa, per creare un gradevole effetto visivo e far sparire qualche lieve differenza di misure.
Ho quindi incollato il pannello posteriore ed inserito e bloccato il tubo di accordo con dello stucco per idraulica, in modo da poterlo togliere e modificare quando necessario, il tubo è una sezione di un supporto in plastica per lampioni da giardino, con diametro esterno di 60mm, interno di 54mm circa e lunghezza che, dopo varie simulazioni a computer e prove pratiche ho definito a 90mm.
Non ho incollato il pannello anteriore, che attualmente ed almeno sino a quando non sarò sicuro del risultato, rimarrà in sede grazie allo stucco suddetto ed a due grossi elastici, che fanno bene il loro dovere.
Ho applicato all'interno della cassa, ma non sulla parete frontale, un prodotto conosciuto come "guaina liquida", una sostanza grigiastra e "pelucchiosa" che normalmente si usa per impermeabilizzare i tetti, che offre una superficie "plasticosa" impermeabile all'acqua ed all'aria, ho applicato una seconda mano un paio di giorni dopo la prima.
Scartavetrato per bene l'esterno e rimosso qualche residuo di colla ho applicato dell'impregnante scuro, passando diverse mani alternate ad un passaggio di carta vetrata fine, sino ad ottenere un bel colore scuro, di mio gradimento.
Altoparlanti e messa a punto

Ho ordinato i due altoparlanti Fostex e 4 connettori placcati oro da Maclementhorn di Mauro Clementi, che posso solo consigliare per la cortesia e la rapidità, spendendo 142 euro in totale, 50 per altoparlante, 8 per connettore e 10 per imballaggio e spese di spedizione.
Fatti i fori per i grossi connettori, prestando attenzione a non rovinare la vernice (ovviamente potete farli prima, se avete già i connettori...), ho fissato gli altoparlanti sul fronte del pannello anteriore ed effettuato le connessioni con un buon cavo di rame oxygen-free ben dimensionato, utilizzandone uno spezzone abbastanza lungo da poter aprire ed adagiare il pannello anteriore per effettuare comodamente modifiche all'interno, saldato con comune filo a lega di stagno e argento.
Come piedini per il momento ho incollato 3 semisfere di vetro, di quelle che vendono in sacchetti di rete, per lavori di bricolage.
Per concludere ed iniziare il rodaggio ho inserito una abbondante dose di materiale acrilico, venduto sempre da Brico dentro dei piccoli "cuscini" dal costo di qualche euro.
Una nota sulla fotografia a lato, il condotto di accordo va lasciato libero dall'imbottitura, in seguito ho usato parte della "fodera" del cuscino per evitare che finisse nel condotto.
Prime impressioni d'ascolto
Non cercate di farvi un'idea precisa di questi altoparlanti o di modificarli durante le prime ore di ascolto, perché la loro risposta cambia repentinamente di ora in ora, migliorando o peggiorando a fasi alterne. Dopo una dozzina di ore il suono ha cominciato a stabilizzarsi ed ancora continua a farlo ora dopo ora, immagino che ci vorranno mesi di ascolto perché si assesti.
La prima cosa che si nota ascoltandole è la potenza, 5 watt sembrano ridicoli, ma vi assicuro che la buona efficienza dell'altoparlante si fa sentire, nella stanza di 4x4 metri in cui le ascolto tengo sempre il volume a circa 3/4 di quello che è il massimo "godibile", prima che sopraggiunga la distorsione. Subito dopo si nota la capacità di riprodurre voci e strumenti, il suono è sostanzialmente diverso da quello di un diffusore a più vie; difficile descriverlo a parole, per averne un'idea bisogna ascoltare un monovia.
Le frequenze verso l'alto ci sono tutte, anche se la mia impressione è che l'efficienza si abbassi rapidamente dopo i 16hKz, personalmente non sento la necessità di un tweeter aggiuntivo, ma l'ascolto della musica è ovviamente un qualcosa di molto personale.
Veniamo al basso, volendo descrivere la sensazione in merito con una parola utilizzerei "controllato", la piccola membrana si muove velocemente offrendo un basso pulito, che ovviamente arriva dove può, a 20Hz è poco più di un sussurro, a 40Hz comincia a salire sino agli 80Hz circa, dove il basso si comincia a fare più presente e corposo. Per quanto mi riguarda qui la necessità di un rinforzo è più evidente che nelle alte frequenze, per questo sto vagliando varie soluzioni senza troppa premura di realizzarle, voglio prima attendere la fine del "rodaggio" e con esso della messa a punto.
Ma quanto mi costi
Per costruire questi diffusori ho speso poco più di 200 euro, per realizzarli oltre ad un po' di manualità servono un trapano, una punta per fare i fori dei connettori, tazza per fare il foro dell'altoparlante e del condotto di accordo (costa una decina di euro), ed una levigatrice con un paio di fogli di carta abrasiva media. Segue l'elenco della spesa con i singoli elementi acquistati:
| 2 Fostex FE107E | 100 euro |
| 4 connettori placcati oro | 32,00 euro |
| 10m cavo rame oxygen-free | 15,00 euro |
| Imbottitura acrilica | 2,50 euro |
| Tavola abete 80x20x2 | 9,80 euro |
| Tavola abete 120x20x3 | 10,50 euro |
| Colla vinilica 250g | 1,80 euro |
| Palo PVC diametro 6cm | 10,00 euro |
| Carta abrasiva di due grane | 5,00 euro |
| Guaina liquida, vernice, acqua raggia e pennelli | 30,00 euro |
| Totale | 216,60 euro |
Aggiornamento 5 Febbraio 2006
Ad una settimana di distanza dal primo "vagito" il suono è migliorato notevolmente ed ora è decisamente più stabile, sorprendentemente anche i bassi hanno preso un po' più di corpo, pur essendo sempre contenuti dalla piccola membrana. Dopo varie prove con l'imbottitura sono arrivato ad usarne circa 150 grammi per cassa, in pratica l'ho stipata ben compatta utilizzando parte del cuscino sintetico in cui era contenuta come paratia tra l'imbottitura ed il cono dell'altoparlante, per evitare che dei filamenti si infilino tra il cono ed il cestello.
Di seguito una foto in cui si vede il magnete schermato del Fostex e la guarnizione artigianale realizzata con lo stucco per idraulica, ed una visione dell'interno con parte dell'imbottitura.
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Aggiornamento 22 Febbraio 2006 - Piedini nuovi e subwoofer
Come avevo già annunciato nel mio blog, ho affiancato alle piccole Fostex un subwoofer bass-reflex. Dopo vari ascolti (incredibile quanti prodotti scadentissimi si trovino in giro) e dopo aver letto un paio di recensioni sono approdato sul modello auto-amplificato Arbour, della nostrana Indiana Line.
Il subwoofer è tagliato a circa 70Hz e tenuto ad un volume tale da integrare l'ottava mancante ai satelliti senza diventare troppo invadente. Alzando il volume poi cominciano a vibrare i vetri delle finestre ed a camminare vari oggetti (...), quindi meglio non esagerare, decisamente...
Con 3,30 Euro ho comprato un pacchetto di "paracolpi in gomma autoadesiva" della 3M, contenente 8 piccoli cilindretti da 19mm di diametro, alti 4mm. Pur non essendo molto alti e morbidi (cercavo dei batti-porta, ma non ne ho trovati di adatti e di un colore che si intonasse con quello delle casse), funzionano decisamente meglio delle provvisorie semisfere di vetro con stucco idraulico, tenendo le casse ben salde sul piano di appoggio ed ammortizzando per quanto possono i 4mm di spessore.
Dopo aver ascoltato decine di finali e integrati di vario genere, mi sono pressoché deciso a tentare la strada delle valvole termoioniche. Scartando l'acquisto di un amplificatore valvolare per il suo costo, pensavo di tentare la strada dell'autocostruzione, con un modello semplice ed economico, come ad esempio lo "insulto finale" pubblicato su TNT-Audio, che usa due PCL86 per fornire da 2 a 4W per canale, in base alla configurazione. La potenza dovrebbe essere più che sufficiente per i 5W RMS degli altoparlanti Fostex.
Passato un mesetto il rodaggio è oramai a buon punto, il suono è diventato meno pungente, o forse le mie orecchie si sono abituate, le sospensioni sembrano più morbide ed hanno perso parte dell'effetto "gel effetto bagnato" che avevano all'inizio, diciamo che si sono "asciugate"... :-P
Aggiornamento 22 Ottobre 2006
Prima ancora di pensare alla costruzione di questo diffusore leggevo su internet, riguardo ai monovia, che in genere le persone tendono ad amarli o odiarli, senza compromessi. A otto mesi circa dalla costruzione mi hanno fornito svariati pomeriggi di relax e buon ascolto, senza remora affermo che mi trovo sicuramente dal lato di chi ama questa tipologia di casse, fra l'altro abituato a questo tipo di riproduzione adesso i diffusori a 2 e 3 vie che mi capita di ascoltare mi sembrano tutti suonare "strano", non dico peggio o meglio, semplicemente diverso da quello a cui le mie orecchie si sono abituate.
Una nota sulla parete frontale, l'ho chiusa saldamente, mantenendo comunque la possibilità di toglierla per interventi, con 6 viti bronzate per legno da 4cm.
Riguardo l'amplificatore in questi mesi mi sono documentato molto, ho una lista di progetti papabili e probabilmente deciderò quale costruire ed inizierò a farlo prima di natale, anche in questo caso vedrò di documentare tutto e pubblicare il materiale su questo sito.
Contattatemi se volere discutere di questo progetto.








