Era da tempo che pensavo di aggiornare il sistema audio che ruota intorno alla libreria memorizzata su iTunes, scavalcando il DAC interno attraverso la connessione ottica, che si trova all'interno del connettore jack per le cuffie; in pratica la presa ha una duplice funzione anche se all'apparenza non sembra.
Per sfruttare l'uscita ottica serve un cavo di connessione toslink con uno spinotto mini da un lato e l'altro normale per collegarlo ad DAC o in alternativa un normale cavo con un'adattatore che costa meno di 2 euro.
Dopo mesi di indecisione in un mondo fatto da migliaia di alternative e da pareri perfettamente discordanti, all'uscita di questo piccoletto non ho avuto dubbi; le caratteristiche sono quelle che mi interessano e per questa cifra c'è poco da piangerci sopra... così ho fatto l'ordine, arrivato giusto 3 giorni dopo.

Il Fiio D3 arriva nella sua bella scatolina con un alimentatore lillipuziano dotato di connettore micro USB, l'aspetto del DAC è... non trovo la parola giusta, diciamo che viene da ridere a vedere che il connettore del cavo ottico è lungo praticamente quanto il DAC!
Ma io infondo ho un amplificatore in Classe D che sta praticamente appeso ai connettori per le sue dimensioni ridotte, quindi il piccolo DAC in questo gruppetto lillipuziano sta ben a suo agio...
Esteticamente è una scatolina grande quanto metto pacchetto di sigarette, in metallo nero con le pareti che ospitano le connessioni in plastica lucida, sempre dello stesso colore, da un lato l'ingresso ottico e coassiale con una levetta di selezione, dall'altro gli RCA di uscita e l'attacco per l'alimentazione (che immagino possa essere fornita anche dal computer o da una batteria per caricare apparecchi USB, cosa molto interessante per fornire un'alimentazione stabile e senza interferenze), sul dorso una spia rossa di funzionamento ed una blu che indica l'aggancio del segnale in ingresso.
All'interno di questo gioiello della miniaturizzazione troviamo 3 cose interessanti, il ricevitore Wolfson WM8805 (un chip di tutto rispetto), il DAC Cirrus Logic 4344, capace di raggiungere i 24bit/192KHz con un rapporto segnale/rumore di 105db ed infine un piccolissimo opamp LMV358 della Texas Instruments, ossia il chip che porta il segnale ad un livello tale da essere "sentito" dall'amplificatore che andremo a collegare.
Collegato all'iMac ha funzionato all'istante senza problemi, purtroppo si perdono i controlli volume dalla tastiera visto che il segnale ottico prevede la semplice trasmissione del flusso, tocca quindi avere a portata di mano la manopola dell'amplificatore.
Ho provato il DAC con i brani che ascolto più spesso, tra cui quelli a 24bit/88,2KHz di "Jazz at the Pawnshop" e qualche traccia d'esempio alla massima risoluzione supportata giusto per vedere se funzionava come si deve.
La differenza con il DAC interno dell'iMac con i brani prelevati da CD non è da "Wov!", ma ascoltando ripetutamente i due sistemi in cuffia (Sennheiser PX-100) posso dire che il Fiio è un po' più pulito ed un po' più ricco di dettaglio, la voce di Petra Magoni per esempio è più ricca ed il contrabbasso di Ferruccio Spinetti sembra avere dei dettagli che prima erano un po' più "offuscati", meno percettibili.
Con i brani di "Jazz at the Pawnshop" la differenza si fa un po' più marcata, è come aver cambiato posto da un tavolo più arretrato del locale ad uno vicino ad i musicisti, gli strumenti si localizzano meglio e anche in questo caso il dettaglio è migliorato.
Francamente non ho esperienza ne possibilità di confronto diretto con altri DAC, ma personalmente ritengo che considerando il costo contenuto del Fiio D3 ed il buon risultato, non miracoloso ma buono, vale sicuramente la pena provarlo.





