Il mese scorso una copia dell'edizione compatta (ed economica) del famoso thriller di Dan Brown, mi ha spinto ad acquistare questo discusso libro. Pagina dopo pagina sono giunto alla fine, tirato per i capelli da una storia avvincente, da leggere tutta d'un fiato.

Finito il romanzo ho cercato informazioni sul mio fido Devoto-Oli riguardo cose che conoscevo solo vagamente, come il cilicio e la disciplina, che ho scoperto, inaspettatamente, fare parte anche della cultura religiosa della mia regione, la Sicilia. Dal Devoto-Oli sono passato ad uno dei tanti libri scritti per spiegare il Codice da Vinci, abbastanza da riempire un intero scaffale, e contemporaneamente ho dato una sbirciatina ad internet.
Ed è proprio su internet che si può vedere come Dan Brown o chi per lui abbia saputo curare bene la campagna pubblicitaria di questo libro, puntando soprattutto sul tema religioso, spacciato per autentico, anche grazie alle basi in buona parte reali, mobilitando in massa il pubblico. Quest'ultimo si è schierato in due distinti estremi, gli adoratori di Dan Brown e del suo romanzo, e gli "odiatori" di Dan Brown come persona e scrittore e della sua tesi "blasfema", riprendendo il titolo del suo primo libro, che sto attualmente leggendo, mi verrebbe da dire che il pubblico si è diviso in angeli e demoni...
Io sono un angelo o un demone?
Un angelo demonizzato direi, il libro mi è piaciuto e mi ha appassionato, raramente mi è capitato di leggere un libro così corposo in pochi giorni, ed in questo la trama ha fatto la sua parte. L'ho letto però con la coscienza che le tesi sulle studiatissime opere di Leonardo erano un po' azzardate, così come la teoria del Santo Graal da lui proposta è per l'appunto una teoria, che pertanto non è una verità provata, ma non merita -secondo me- nemmeno la condanna senza una previa ricerca, solo perché tocca le fondamenta della chiesa Cristiana.





