Nella mia "carriera" di comunicatore, mi è capitato di giocare su qualche termine della nostra lingua, di rappresentare la realtà a mio modo, ma non ho mai piegato la scienza ai fini pubblicitari, mentendo spudoratamente sulla realtà. In questi giorni mi hanno colpito due pubblicità, che con gravità diversa, si prendono gioco della scienza.
La prima, pubblicizza la confezione in cartone di un buon vino, su cui è montato un rubinetto che, al contrario dei comuni "tappi", non fa entrare l'aria nel contenitore, mantenendo tutto l'aroma del vino. Ma se non entra aria nel contenitore, cosa rimane al posto del vino? Avranno ideato un contenitore in grado di mantenere il vuoto?
14/5/2005 - Un utente mi ha fatto notare che in realtà esiste un sistema per non far entrare l'aria nel contenitore del vino, il liquido si trova in pratica dentro una borsa contenuta a sua volta nell'imballo di cartone, questo sistema prende il nome di "bag in a box". Lo IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) è intervenuto a fine febbraio nei confronti dell'azienda produttrice per pubblicità ingannevole, dopo aver consultato le note tecniche proposte dall'azienda stessa, ed il sistema di cui sopra, il contenitore "bag in a box" è stato scagionato.
Più grave invece la pubblicità di un prodotto per la pulizia dentaria, che a detta di chi illustra le sue proprietà, contiene niente meno che "ossigeno energizzato", una sostanza inedita per la chimica mondiale. Immagino già la signora che, dopo aver visto e comprato il prodotto, dice al suo dentista «ho comprato quel prodotto con l'ossigeno energizzato, non è che mi fa male dottore?».





